Articolo pubblicato il 15/08/2007 alle 08:51:49 su Musicalnews.com
Fanfara Populara - Vita da coni (Bama)
di Alessandro Michelucci
Una banda diversa, un'alternativa agli stereotipi balcanofili
E' raro che un genere musicale si affermi senza partorire uno stereotipo. Pensiamo alla musica per banda, che si è affermata in Italia soprattutto grazie al successo di Goran Bregovic. Presenti in molti film di Kusturica, le composizioni del musicista balcanico sono diventate familiari anche a chi non segue la musica. Al tempo stesso, però, si è affermato lo stereotipo che associa la musica per banda ai paesi balcanici (e in particolare a quelli della ex Jugoslavia). Eppure esiste anche chi vuole battere una strada diversa, come la Banda Improvvisa e la Fanfara Populara.
Quest'ultima formazione si compone di sette musicisti, tutti pugliesi, con l’unica eccezione di uno che viene dalla Calabria. Un tempo l'avremmo definita un supergruppo, visto che tutti vantano esperienze precedenti più o meno prestigiose. E’ il caso del percussionista Gigi Celestino (Trio Radici), del fisarmonicista Antongiulio Galeandro (Folkabbestia) e di Massimo La Zazzera (flauti, cornamusa), già con Musica Officinalis e Ziringaglia. Ma si tratta solo di qualche esempio, perché anche gli altri vantano un curriculum lungo e prestigioso.
La Fanfara Populara recupera la sostanza della banda ma riesce a personalizzarla con strumenti inconsueti come la fisarmonica, la cornamusa e vari tipi di flauto. Il nome del gruppo è romeno (la traduzione è superflua), ma si tratta di una scelta casuale, nata soprattutto dalla volontà di creare un'assonanza scherzosa.
Come si diceva, il gruppo è nato proprio con l'intento di dimostrare che si può fare musica per banda senza cadere nello stereotipo balcanico al quale si accennava sopra. Lo si capisce ascoltando il loro primo disco, "Vita da coni". Il titolo è un evidente gioco di parole fra “vita da cani” e i trulli, le antiche case pugliesi con il tetto conico (fra l’altro, il disco è stato registrato proprio in un trullo).
L’uso di strumenti insoliti si dimostra un'intuizione felice, perchè arricchisce la gamma timbrica, fatalmente limitata nella banda canonica, fatta unicamente di strumenti a fiato e percussioni. In brani come "Bollywood Party", "Carciofinia" e "Tuba Libre" la banda pugliese fornisce un’ottima prova, riuscendo a fondere suoni e stili diversi in una sintesi ricca di umori mediterranei.
Nei concerti questo repertorio viene ulteriormente arricchito con musiche da film. La Fanfara Populara non è uno dei tanti gruppi italiani che fanno musica etnica, ma una comunità umana fatta di musicisti che suonano con il cuore, per divertire e per divertirsi. Questo esordio smagliante ci fa sperare che il secondo CD venga realizzato in tempi brevi.
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•Alessandro Michelucci